Da oltre cinque anni, Autonomy sostiene il progetto di Mototerapia ideato dal campione di freestyle motocross Vanni Oddera, un’iniziativa che unisce sport, solidarietà e innovazione per offrire momenti di libertà e benessere a bambini, ragazzi e adulti con disabilità o in condizioni di fragilità. La mototerapia nasce nel 2009 dall’esperienza personale di Oddera, che decide di condividere la propria passione per le moto con chi vive situazioni di difficoltà, trasformando uno spettacolo sportivo in un’occasione di inclusione.
Da allora, migliaia di persone hanno potuto vivere l’emozione di salire su una moto, partecipare a eventi dedicati o incontrare i piloti, scoprendo nuove possibilità e superando barriere fisiche e psicologiche.
Negli anni il progetto è cresciuto fino a entrare negli ospedali, dando vita al format “Freestyle Hospital”, che porta le moto direttamente nei reparti pediatrici e nelle strutture sanitarie per regalare momenti di gioia ai pazienti e alle loro famiglie.
L’iniziativa ha coinvolto numerosi ospedali italiani e internazionali e ha dimostrato benefici concreti sul benessere psicologico dei partecipanti, contribuendo al riconoscimento della Mototerapia come attività complementare nel percorso riabilitativo e di cura.
Anche durante la pandemia il progetto non si è fermato, evolvendosi nella formula “Mototerapia Take-Away”, che ha portato le moto direttamente a casa dei ragazzi impossibilitati a muoversi, permettendo loro di vivere un’esperienza unica in totale sicurezza.
La collaborazione con Autonomy rafforza il valore di questa iniziativa, sostenendo la mobilità accessibile e promuovendo una cultura dell’inclusione che mette al centro la persona. Autonomy contribuisce a rendere possibili eventi, incontri e attività che permettono a sempre più persone di partecipare, vivere emozioni nuove e sentirsi parte di qualcosa.
La mototerapia dimostra che l’autonomia non è solo muoversi nello spazio, ma avere l’opportunità di vivere esperienze che fanno stare meglio, rafforzano la fiducia e restituiscono libertà.
Perché l’inclusione non è un limite da superare, ma una strada da percorrere insieme.
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