[00:00–00:16]
[Il video si apre con paesaggi delle montagne sarde. Veronica Ruggieri e Chiara Borda sono a bordo di una Opel Frontera.]
[00:17]
Veronica: Benvenuta in Sardegna, Chiara.
[00:20]
Chiara: Grazie.
[00:20]
Veronica: Ti sei portata il costume?
[00:22]
Chiara: Certo, ovvio.
[00:23]
Veronica: E allora lo lascerai in valigia oggi, perché andiamo in montagna.
[00:27]
Chiara: All’opposto, ok.
[00:29]
Chiara: A fare?
[00:29]
Veronica: Lo vedrai.
[00:34–00:44]
[Vediamo il paesaggio roccioso e l’auto che prosegue il suo viaggio. L’auto si ferma, le ragazze scendono e trovano dei quad pronti ad attenderle.]
[00:45]
Veronica: Eccoci! Ciao, Elia!
[00:46]
Elia: Ciao ragazze, benvenute.
[00:47]
Chiara: Ma che figo! Dove ci porti?
[00:49]
Elia: Vi porto a fare un giro in quad. È tutto pronto. Questo è il tuo, Veronica.
[00:53]
Veronica: Bene.
[00:54]
Elia: E questo è il tuo, Chiara. Dai, andiamo che ci divertiamo!
[00:59]
Veronica: Sei convinta?
[01:01]
Chiara: Non vedo l’ora.
[01:02–01:19]
[Le ragazze indossano il casco, salgono ciascuna su un quad e mettono in moto. Nelle scene successive le vediamo percorrere strade sterrate tra i boschi a bordo dei quad.]
[01:20]
Veronica: Com’è il tuo rapporto con i motori dopo l’incidente?
[01:23]
Chiara: Adesso buono, mi trasmettono molta libertà. Però sicuramente c’è stato un momento della mia vita in cui mi terrorizzavano comunque. Ho avuto un incidente in cui ho perso una gamba ed è stato un evento molto traumatico.
[01:34]
Veronica: La prima reazione qual è stata?
[01:37]
Chiara: Paura di trovarsi in un buco nero e non avere abbastanza informazioni per uscirne, fino al momento in cui poi ho capito che la mia vita era semplicemente cambiata e non peggiorata.
[01:48]
Veronica: In quel momento è cambiato il rapporto con il tuo corpo?
[01:51]
Chiara: Sì, in un’età molto particolare. Poi io per due mesi ho evitato in tutti i modi la mia immagine riflessa e poi ho capito che nessuno mi avrebbe insegnato ad amare il mio corpo se questa cosa non partiva da me. E soprattutto ho iniziato a cambiare punto di vista e a vedere che tutto quello che mi rendeva diversa, la protesi, le mie cicatrici, in realtà era quello che mi rendeva unica, in qualche modo raccontava di me e della mia storia.
[02:21]
Veronica: Ti dà fastidio parlare di limiti?
[02:24]
Chiara: Sì, secondo me è un po’ banale parlare di limiti, perché alla fine qualsiasi cosa fai è un continuo esperimento. E questa cosa me l’ha insegnato tantissimo lo skate, perché sicuramente avevo delle difficoltà che altre persone non avevano e, invece di fermarmi a quelle difficoltà, ho dovuto trovare il mio modo di fare quelle cose lì. Credo sia sbagliato accomodarsi nel pensare: «Non ce la faccio, non ci riesco, non posso farlo». Preferisco provarci, sbatterci la testa, cadere, ma almeno poter dire di averci provato.