Un tuffo nella libertà con Vanni Oddera e Benedetta De Luca

Alcune esperienze permettono di andare oltre la superficie delle cose e di esplorare le profondità, anche di noi stessi. È quello che accade in questo episodio di Storie da Raccontare #UnaMarciaInPiù, in cui Vanni Oddera incontra Benedetta De Luca, content creator e attivista, nata con una rara malattia congenita, chiamata agenesia del sacro, che nelle forme più gravi può portare alla fusione degli arti inferiori. Per questo Benedetta racconta di avere una “vita da sirenetta”, un’immagine che usa con ironia per descrivere il suo percorso e il rapporto con la propria diversità. Durante il viaggio insieme parla della voglia di superare i pregiudizi legati alla disabilità e dell’importanza dell’autonomia, che per lei passa anche attraverso la guida, vissuta come simbolo di libertà. L’avventura si conclude con una sfida speciale sott’acqua: un’immersione che diventa il modo perfetto per trasformare la sua storia in un’immagine concreta di coraggio, consapevolezza e voglia di vivere senza limiti.

Un tuffo nella libertà con Vanni Oddera e Benedetta De Luca

Trascrizione accessibile del video

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[Riprese della costa di Capo Milazzo, in Sicilia, in una giornata soleggiata. Vanni Oddera e Benedetta De Luca viaggiano a bordo di una Jeep lungo strade panoramiche.]

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Vanni: Benedetta, un tuo pregio e un tuo difetto?

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Benedetta: Sono coraggiosa. Un difetto: sono ritardataria cronica.

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Vanni: Perché dici che la tua è una vita da sirenetta?

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Benedetta: Sono nata con una malattia rara che prende il nome di agenesia del sacro, ma nelle forme più gravi prende il nome di sirenomelia, quindi si poteva nascere con le gambe attaccate proprio come le sirene. E poi perché, come la sirenetta, anch’io avrei voluto avere un paio di gambe normali per camminare.

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Vanni: Che rapporto hai con la bellezza?

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Benedetta: Per tanti anni mi hanno detto “che peccato che sei disabile, altrimenti saresti stata proprio bella”, quindi ho voluto abbattere questo pregiudizio e ho organizzato diverse sfilate di moda anche con modelle con disabilità per far capire che siamo tutte belle.

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Vanni: Come affronti le difficoltà di tutti i giorni?

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Benedetta: Le affronto con il sorriso, ma soprattutto con la consapevolezza che sia un qualcosa di normale.

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Vanni: Qual è il tuo rapporto con la guida?

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Benedetta: Io, se potessi, guiderei per ore e ore. Mi piace tantissimo guidare e anzi mi rilassa moltissimo. E poi la macchina per me è un po’ come le mie gambe, quindi mi dà un’autonomia pazzesca.

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Vanni: Tu mi hai accompagnato fino qui, ma adesso sei pronta alla tua sfida da sirenetta?

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Benedetta: Sono prontissima a tuffarmi!

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[Benedetta e Vanni fanno un’immersione in mare con muta da sub, maschera e pinne, accompagnati da due esperti. Sott’acqua nuotano vicino al fondale marino, tra pesci e un polpo. Successivamente, si vede l’auto ripartire.]