In sella alla propria unicità: una passeggiata a cavallo con Federica Napoli e Veronica Ruggeri

Tra i sentieri di Monteriggioni, una passeggiata a cavallo diventa l’occasione per raccontare il percorso di Federica Napoli. Nata con un’aplasia alla mano, condivide la sua esperienza tra sfide, crescita personale e la riscoperta del valore della propria unicità, trasformata nel tempo in una nuova forma di libertà e consapevolezza.

In sella alla propria unicità: una passeggiata a cavallo con Federica Napoli e Veronica Ruggeri

Trascrizione accessibile del video

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[Ci troviamo a Monteriggioni, in provincia di Siena. Veronica Ruggieri e Federica Napoli viaggiano a bordo di una DS Automobiles tra le colline toscane, immerse in un paesaggio verde e soleggiato.]

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Veronica: Fede, ciao!

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Federica: Buondì, Vero!

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Veronica: Come stai?

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Federica: Tutto molto bene, poi guarda che meraviglia di paesaggi.

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Veronica: Ho in mente per te, a proposito di natura, una giornata wild.

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Federica: Ovvero?

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Veronica: Ti piacciono gli animali?

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Federica: Molto!

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Veronica: E allora ci divertiremo.

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[L’auto arriva in un maneggio e si ferma. Veronica e Federica scendono.]

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Veronica: Eccoci!

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Federica: Ciao!

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Veronica: Oggi andiamo a cavallo!

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Federica: Ma che meraviglia!

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Veronica: Quindi ci porti tu?

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Guida: Vi accompagnerò in questo giro, sì.

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Guida: I cavalli sono Bambù e Pesciolino.

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Veronica: Come?

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Guida: Bambù e Pesciolino.

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Veronica: Chi sale sul cavallo bianco?

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Guida: Io direi te sul bianco e lei…

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Veronica: Io su Pesciolino.

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Veronica: Vai, vai da Pesciolino, aiuto!

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Guida: Perfetto. Tirate nel ciondolone, va bene?

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[Veronica e Federica salgono a cavallo e iniziano una passeggiata su un sentiero sterrato tra le colline toscane.]

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Veronica: Tu sei nata con una aplasia alla mano sinistra?

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Federica: Sì, esatto. È stata un po’ una sorpresa, perché quando sono nata i miei genitori si sono accorti che mi mancavano le dita di una mano.

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Veronica: Come la vivevi da piccola?

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Federica: Per me non è mai stato un problema, forse grazie ai miei genitori che non mi hanno mai cresciuta in una campana di vetro, ma mi hanno cresciuta libera.

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Veronica: E poi cosa è cambiato?

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Federica: È cambiato che con la notorietà sono iniziati ad arrivare i primi insulti.

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Veronica: Cosa ti scrivevano?

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Federica: Mi scrivevano un po’ di tutto, dal “AAA cercasi mano monca di Federica Napoli” al “cosa cerca in tasca Federica”.

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Veronica: Perché tu all’inizio la mostravi la mano?

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Federica: Certo, però conta che proprio fin dal primo video i commenti erano tutti sulla mia mano e quindi tutto quest’odio mi ha portato a chiudermi a riccio e a dover nasconderla in modo ossessivo.

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Veronica: Questo perché loro ti facevano sentire sbagliata e tu iniziavi a sentirti sbagliata?

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Federica: Sì, non che io mi sentissi tanto sbagliata, però quando entravo nel personaggio di Federica ero ossessionata dal nasconderla a persone che magari non mi conoscevano.

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Veronica: Cioè tu la nascondevi sempre?

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Federica: Ovunque.

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Veronica: Nelle foto?

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Federica: Nelle foto, nei live…

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Veronica: Mentre cantavi anche?

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Federica: Sempre, sempre in tasca. Quindi io ero diventata “una mano”, non ero più Fede, quella bionda, con gli occhi azzurri, quella simpatica, quella che canta bene…non lo so. Non ero più Federica ero soltanto la ragazza disabile.

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Veronica: Ti senti limitata dalla tua disabilità?

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Federica: Assolutamente no, per me non è mai stato un limite la mia malformazione, anzi io mi sento speciale.

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Veronica: C’è qualcosa che non puoi fare?

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Federica: No, io posso fare tutto. Ovvio magari non sono portata per arrampicarmi, però io ho sempre fatto tutto e faccio quello che mi piace.

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[A fine video vediamo la Jeep ripartire tra le colline toscane, tra vigneti e filari di cipressi.]